Spazi di carattere: tra arte, architettura e stile
Una villa anni ’70 nel cuore della Valpolicella
Varcare la soglia del Villa Bocchi significa entrare in un universo dove la materia incontra la forma, il design si intreccia con la memoria e ogni dettaglio rivela una scelta precisa.
Nata nei primi anni Settanta, oggi la Villa si presenta come un palcoscenico d’autore
Interni dal sapore vintage si fondono con installazioni contemporanee, in un dialogo continuo tra funzionalità e visione, pronti ad accogliere esperienze culturali, progettuali e relazionali in un contesto unico.
Design anni ’70: la forza silenziosa dell’equilibrio
Legni laccati, metalli lucidi, tessuti vibranti e geometrie essenziali: la villa conserva lo spirito autentico del decennio in cui è nata, riletto con sensibilità contemporanea.
Le aree comuni sono ambienti abitati dal design
La hall con il camino centrale, le sedute modulari in tessuti a contrasto, l’area biliardo con riflessi specchianti e proporzioni calibrate.
La veranda: un’architettura di luce
Progettata come uno spazio di transizione tra interno e natura, la veranda di Villa Bocchi è un ambiente luminoso, pensato per incontri sia informali che professionali, intimi o momenti di quiete. Le ampie vetrate incorniciano il verde del parco come in una sequenza cinematografica, mentre i tavoli e le sedute di pregio raccontano una raffinata ricerca dei materiali.
Un luogo fluido, dove forma e funzione trovano un’armonia discreta ma potente.
Arte in dialogo: Calatrava e Castagna
Gli interni della villa sono impreziositi dalle opere originali di Julián Calatrava e Pino Castagna, artisti di fama internazionale che trasformano ogni spazio in un percorso concettuale.
Julián Calatrava (1966)
Geometrie in movimento
Artista valenciano dalla cifra inconfondibile, Julián Calatrava dà vita a un universo in cui scultura e pittura dialogano in perfetto equilibrio tra ironia, energia e poesia.
Noto per la serie Monigotes, Calatrava lavora resina, metallo e colore per creare figure essenziali e dinamiche che esplorano il corpo umano come simbolo di movimento, vitalità e appartenenza al tessuto sociale.
Le sue opere, collocate nei punti chiave della villa, instaurano un dialogo sottile con l’architettura e la luce, diventando presenze vive che accompagnano l’ospite in un percorso di scoperta e riflessione sull’essere umano, sia come individuo sia come parte di una rete collettiva.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il 1° Premio Senyera del Comune di Valencia e il 1° Premio di Scultura Figurativa della Città di Badajoz, oltre a menzioni e selezioni finali in importanti concorsi internazionali di arti visive in tutta la penisola iberica.
Attraverso forme semplificate e linguaggi che sfiorano la caricatura e il fumetto, Julián Calatrava racconta l’eccezionale nel quotidiano, trasformando gesti e oggetti comuni, spesso accessori e gadget del nostro tempo, in elementi narrativi e poetici, sospesi tra reale e onirico, utili alla costruzione di una sensazione visiva.
La sua ricerca, riconosciuta a livello internazionale, lo ha portato a esporre in gallerie e istituzioni d’arte tra Spagna, Svizzera, Paesi Bassi e Francia tra cui, solo per citarne alcune, Benlliure e Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, Gallery (Valencia), ArtSGK Gallerie, Yacht Club e Les Thermes (Monaco), Galerie Patries Van Dorst (Wassenaar), Galerie Christian Sauvegrain (Bourgoin), Mathias Kuhn Foundation (Mallorca), UBS Foundation (Madrid).
Pino Castagna (1932 – 2017)
Materia, tempo, memoria
Artista veneto di profonda sensibilità, tra i più significativi del secondo Novecento, Pino Castagna (1932–2017) ha dedicato la sua ricerca alla relazione tra materia, tempo e memoria. Scultore, ceramista e incisore di fama internazionale, ha saputo trasformare materiali come bronzo, vetro, ceramica e cemento in forme essenziali e potenti, capaci di unire la forza primordiale della materia alla leggerezza del pensiero poetico.
Le sue opere, come Le Vele (oggi al MART di Rovereto) o Lo spino del filo spinato (Verona), sono installazioni simboliche che raccontano la tensione tra fragilità e resistenza, memoria collettiva e gesto artistico.
Nel contesto di Villa Bocchi, le sue sculture introducono una voce più intima e contemplativa: bronzi e ceramiche che dialogano con la luce e lo spazio, evocando il trascorrere del tempo e la permanenza del gesto artistico. Presenze silenziose e vibranti che ancorano l’estetica alla storia, donando profondità e memoria agli ambienti di VIlla Bocchi e trasformandoli in luoghi di silenziosa emozione.
Nelle opere di Pino Castagna la manualità dell’artigiano si fonde con la visione dello scultore contemporaneo, dando vita a un linguaggio che trascende la forma per farsi riflessione sulla condizione umana.
Formatosi tra Verona, Venezia e il laboratorio di Costermano sul Garda, Castagna ha esposto in contesti internazionali di grande prestigio, dalla Biennale di Venezia e la Triennale di Milano a mostre a Tokyo, New York, Parigi.
La sua opera ha trovato spazio in prestigiosi musei e collezioni come la Fondazione Giorgio Cini, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la Fondazione Cariverona e il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti.
Un progetto che evolve nel tempo
Villa Bocchi non è una scenografia statica, ma un organismo vivo, in costante trasformazione.
Le opere cambiano, le stagioni ridisegnano la luce, gli ospiti stessi, attenti, curiosi, sensibili, contribuiscono a generare nuove energie.
Qui arte, architettura e natura si fondono in un’esperienza unica.
Il contesto perfetto per soggiorni, vacanze, progetti, eventi, collaborazioni.
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